Autorizzazione paesaggistica, quando serve e quando no.

Autorizzazione paesaggistica, quando serve e quando no.

Se il tuo immobile è sottoposto ad un Vincolo paesaggistico devi essere a conoscenza degli interventi esterni realizzabili senza Autorizzazione Paesaggistica, quali invece intraprendono l’Iter semplificato, e quali quello ordinario.
I vincoli paesaggistici sono disciplinati dal Codice dei beni Culturali e del Paesaggio (Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 e successive modifiche) e sono stati introdotti in Italia dalla legge n. 1497/1939.
Il Codice dei beni Culturali all’art. 132 suddivide i beni paesaggistici in tre categorie: gli immobili e le aree di cui all’art. 136 del Codice, individuati ai sensi degli articoli da 138 a 141 (centri storici, ville giardini, parchi, bellezze panoramiche ecc.); le aree di cui all’art. 142 del Codice tutelate per legge (fiumi, torrenti, territori costieri, territori coperti da foreste e boschi, zone di interesse archeologico ecc.); e gli ulteriori immobili ed aree specificamente individuati a termini dell’art. 136 e sottoposti a tutela dai piani paesaggistici

La disciplina sull’autorizzazione ha subìto, nel tempo, molte modifiche, l’ultima delle quali è costituita dal DPR 31/2017 che prevede una serie di semplificazioni per il rinnovo delle autorizzazioni e per le nuove procedure sia dal punto di vista documentale sia nell’iter procedurale.

In particolare, negli allegati A e B del dpr 31/2017 sono stati individuati rispettivamente:
• 31 interventi esclusi dall’autorizzazione paesaggistica
• 42 soggetti ad autorizzazione paesaggistica semplificata, in quanto considerati di lieve impatto

Nello specifico gli interventi esclusi da autorizzazione sono riportati nella tabella A allega al dpr 31/2017, e qui di seguito ne vediamo alcuni tra i più significativi:

• opere interne che non alterano l’aspetto esteriore degli edifici, comunque denominate ai fini urbanistico-edilizi, anche ove comportanti mutamento della destinazione d’uso
• interventi sui prospetti o sulle coperture degli edifici, purché eseguiti nel rispetto degli eventuali piani del colore vigenti nel Comune e delle caratteristiche architettoniche, morfo-tipologiche, dei materiali e delle finiture esistenti
• interventi che abbiano finalità di consolidamento statico degli edifici, compresi quelli per il miglioramento o adeguamento antisismico che non comportano modifiche alle caratteristiche morfo-tipologiche, ai materiali di finitura o rivestimento, o alla volumetria e all’altezza dell’edificio
• interventi indispensabili per l’eliminazione delle barriere architettoniche, quali la realizzazione di rampe esterne per il superamento di dislivelli non superiori a 60 cm, l’installazione di apparecchi servoscala esterni, nonché la realizzazione, negli spazi pertinenziali interni non visibili dallo spazio pubblico, di ascensori esterni o di altri manufatti simili
• installazioni di impianti tecnologici esterni a servizio dei singoli edifici non soggette ad alcun titolo edilizio (condizionatori e impianti di climatizzazione, caldaie, parabole, antenne, ecc.)
• installazione di pannelli solari (temici o fotovoltaici)
• installazione di micro generatori eolici di altezza complessiva non superiore a 1,5 metri e diametro non superiore a 1 metro, in edifici non vincolati
• installazione di dispositivi di sicurezza anti-caduta sulle coperture degli edifici

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